Mappe del tempo. Un podcast sulla archeologia (e non solo)

Parafrasando l’immagine che Nietzsche usa nella sua (straordinaria) Quarta inattuale, si potrebbe dire che l’uomo sarebbe felice se solo fosse capace, istante per istante, di dimenticare il suo passato, remoto e recente. L’unica sua prospettiva sarebbe allora guardare avanti, al futuro, impossibilitato dalla dimenticanza a rimuginare su tutto quanto gli è successo, senza più debiti né rimorsi. L’esercizio della memoria è infatti il movimento che ci connette con quel che siamo stati, sia che ciò significhi restituirci radici o ricordarci catene.

Questo vale per i singoli come per le comunità, i popoli e le ere. 

Mappe del tempo. L’avventura dell’archeologia, il podcast realizzato da Andrea Augenti per RaiPlaySound, parte invece dal presupposto esattamente opposto. E cioè che non ci può essere presente né futuro – e dunque né identità né senso – senza una piena consapevolezza del passato. Per questo, due avventure convivono nel racconto di Augenti: l’avventura della storia, la serie cioè dei fatti umani, e l’avventura della archeologia, cioè dell’insieme di personaggi, team, tecniche e imprese che, con sempre maggior consapevolezza e rigore, hanno nel corso dei decenni restituito al presente (e, dunque, consegnato al futuro) le tracce delle civiltà e degli uomini del passato. Il protagonista del racconto di Augenti – sempre brillante e lucido – non è, perciò, la sola archeologia ma tutto il complesso mondo delle Humanities, di quelle discipline cioè che si assumono l’onere di ri-prendere ciò che gli uomini hanno prodotto, ripensarlo, raccontarlo e spiegarne le grandi linee di sviluppo. Così, nell’ascolto del podcast emerge con chiarezza l’idea della funzione ‘politica’ e sociale delle Humanities che, attraverso l’uso sapiente degli strumenti scientifici di cui si dotano, educano lo sguardo con il quale l’uomo guarda il e al suo passato.

Attraverso una serie di esempi tanto affascinanti quanto ben narrati, Augenti fornisce informazioni precise e dettagliate su singole vicende archeologiche ma senza limitarsi al racconto didascalico. Le puntate tentano invece di restituire, usando biografie ed episodi, il senso stesso della ricerca dei monumenta del passato, mostrando concretamente come un podcast possa essere uno strumento preziosissimo per fare public science. Andrea Augenti – professore ordinario di archeologia cristiana e medievale presso l’Università di Bologna –  mette infatti, con eleganza e sagacia, la sua competenza scientifica al servizio della narrazione. Costruendo un esempio concreto di come i risultati della ricerca scientifica possano essere divulgati con intelligenza ed efficacia, Mappe del tempo si presenta come un viaggio in dodici tappe attraverso le avventure della archeologia ma, ancor di più, come una lunga dichiarazione d’amore nei confronti dell’utilità profonda delle Humanities per la (ri)costruzione della nostra identità. Perché se è vero che, “comunque venga scritta, la storia esiste”, scriverla (e raccontarla) così bene è un talento e, per chi la ascolta, un regalo.

 

Per ascoltare Mappe del tempo. L’avventura della archeologia 
raiplaysound.it/programmi/mappedeltempolavventuradellarcheologia

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