Dio (se esiste) se la ride

In una conferenza (ripostata da Repubblica), il vicepresidente americano JD Vance ha affermato, rivolgendosi a papa Leone, che bisogna stare attenti su certe questioni perché quando si parla di teologia occorre essere (cito) anchored in the truth. Qual è la tesi teologica ‘avventata’ del Papa che ha innescato questa critica così specifica di Vance? Che Dio non è mai dalla parte di chi usa la spada. In che cosa questa affermazione del Papa non sarebbe ‘ancorata alla realtà’? Nel fatto che sostenerla significa affermare, per esempio, che Dio non era dalla parte degli americani quando hanno liberato l’Europa dal nazifascismo e hanno aperto i cancelli dei campi di sterminio.

Mi occupo di storia della filosofia medievale e di teologia da quasi trent’anni, ma non mi è mai capitato di vedere riassunta così bene, con così poche parole e in così poco tempo, la più assoluta delle verità teologiche: di Dio nessuno sa niente. Santi, martiri, papi, imam, rabbini, ayatollah, guru, vicepresidenti, profeti, predicatori. Tutti abbozzano, sulla base della propria lettura dei propri testi sacri, una teoria su cosa Dio sia o non sia, su quello che Dio può e non può fare, su chi decida di premiare o di punire.

Proprio l’assoluta e irrecuperabile ignoranza collettiva su Dio permette la meravigliosa compresenza delle posizioni di Vance e del Papa: visto che entrambi si sono inventati una teoria su cosa Dio pensi di chi fa la guerra, entrambi hanno ragione. Vorrebbero difendere le loro posizioni come ‘ancorate al vero’, ma — malauguratamente — nessuno dei due, come nessun altro al mondo, lo conosce. E quindi le ancorano a quello che pare loro il meglio: il pacifismo senza se e senza ma da un lato, la teoria della guerra giusta dall’altro.

Se Dio esiste, spero che abbia modo, ogni tanto, di dare uno sguardo sulla terra: si divertirebbe molto a vedere come lo tirano per la giacchetta senza avere la benché minima idea di ciò di cui stanno parlando.