La ricerca umanistica è un percorso che non arriva mai a una meta definitiva. Lo studio continua sempre e muta i suoi risultati di giorno in giorno perché muta la condizione intellettuale ed esistenziale dell'interprete. Per questo sempre di più considero 'aperti' i miei lavori, quelli ai quali tengo di più: li distribuisco gratuitamente in PDF tramite la piattaforma europea Zenodo e lascio a disposizione i miei file di lavoro .docx sulla piattaforma gratuita OpenOffice per permettere, a chi lo voglia, di seguire i progressi ulteriori della mia ricerca.

Studio e leggo le Confessioni di Agostino da trent'anni ma due anni fa, quando l'ho scelto come testo da commentare e analizzare in un mio corso universitario, ho trovato, nelle pagine di questo libro, un sentimento completamente nuovo: il racconto di una fragilità che non viene nascosta ma, anzi, esposta. Un vescovo neoeletto che, invece di narrare le sue gesta più virtuose alla sua comunità, condividere il racconto dei suoi peccati giovanili, degli errori, delle sofferenze, per mostrare a tutti che o la comunità è il luogo dell'accoglienza dei limiti di ciascuno o non è.

Ermenetica, è un neologismo che ho coniato per indicare che oggi, per chi si occupa di discipline umanistiche, l'esercizio della interpretazione, l'ermeneutica, non può non avere uno sfondo valoriale, di assunzione di responsabilità: etico, appunto. Il nostro tempo ha infatti sempre più bisogno di 'sguardi umanistici', purché chi, come me, si occupa di Humanities sappia farlo senza nascondersi dietro la presunta oggettività dei risultati delle indagini quantitative sui testi ma sappia esporsi e rivendicare il suo ruolo di 'interprete posizionato', con una sua storia intellettuale e culturale.